10 Colori che Non Tutti Possono Usare
10 Colori che Non Tutti Possono Usare
E perché il tuo colore aziendale potrebbe essere il tuo prossimo asset strategico

Tempo di lettura: 7 minuti
Nota: Questo articolo è ispirato all'approfondimento "10 colori che non tutti possono usare" pubblicato su Il Post, rielaborato con focus sul contesto legale italiano ed europeo e approfondimenti tecnici sulla registrazione dei marchi di colore.
Quando pensi a Tiffany, vedi quel blu inconfondibile. Quando pensi a Barbie, il rosa è immediato. Post-It? Giallo canarino. Ferrari? Rosso Corsa.
Non è un caso, e non è solo branding efficace. Quei colori sono protetti dalla legge. Sono marchi registrati, esattamente come un logo o un nome commerciale. E valgono milioni.
Molti imprenditori non sanno che un colore può diventare un asset di proprietà intellettuale. Eppure, in alcuni settori, il colore è il primo elemento di riconoscimento del brand, ancora prima del logo o del nome.
Oggi ti raccontiamo 10 colori iconici che sono stati registrati come marchi, cosa significa in termini legali, e soprattutto: il tuo colore aziendale potrebbe essere il prossimo?
Cosa Significa "Registrare un Colore"?
Prima di entrare nei casi concreti, chiariamo un punto fondamentale: quando parliamo di marchio di colore, non intendiamo il colore del tuo logo (quello è già protetto come marchio figurativo).
Parliamo di registrare il colore in sé, nella sua purezza cromatica, definito da un codice Pantone o coordinate precise. Una volta registrato, nessun competitor nel tuo settore può usare esattamente quel colore senza rischiare un'azione legale.
Ma attenzione: non basta dire "voglio registrare il blu". Un marchio di colore è tra i più difficili da ottenere. Serve dimostrare che quel colore ha acquisito "secondary meaning", cioè che nell'immaginario dei consumatori è diventato sinonimo del tuo brand.
Ora vediamo chi c'è riuscito.
1. Tiffany Blue – Il Colore da $4 Miliardi
Colore: Pantone 1837
Registrato: 1998
Proprietario: Tiffany & Co.
Il Tiffany Blue (che loro chiamano poeticamente "robin's-egg blue", blu uovo di pettirosso) è probabilmente il marchio di colore più iconico al mondo.
La storia inizia nel 1845, quando Charles Lewis Tiffany scelse quel tono azzurrino per la copertina del catalogo annuale dei prodotti. La scelta non fu casuale: all'epoca andavano molto di moda le gemme turchesi, e quel colore evocava lusso ed esclusività.
Nel corso dei decenni, quel blu divenne così legato a Tiffany che nel 1998 l'azienda lo registrò ufficialmente. Il numero Pantone scelto? 1837, l'anno di fondazione dell'azienda. Un dettaglio che racconta quanto quel colore sia parte dell'identità del brand.
Oggi, quella "scatolina blu" vale miliardi. È riconosciuta istantaneamente in tutto il mondo. E nessun altro gioielliere può usarla.
Lezione per il tuo business:
Un colore ben scelto e usato con costanza per decenni diventa
riconoscibile quanto un logo. Ma serve tempo e coerenza.
2. Rosa Barbie – 100+ Categorie Protette
Colore: Pantone 219
Registrato: 1997 (in oltre 100 categorie)
Proprietario: Mattel
Il rosa Barbie è forse l'esempio più estremo di protezione di un colore. Mattel lo ha registrato in oltre 100 categorie merceologiche diverse: dai giocattoli ai cereali, dagli oggetti per il bagno agli accessori.
Nel 1997, quando gli Aqua pubblicarono la canzone "Barbie Girl" usando proprio quel rosa nella copertina, Mattel fece causa per violazione del marchio. La causa si concluse con il giudice che invitò entrambe le parti a "darsi una calmata", ma il messaggio era chiaro: Mattel prende molto sul serio la protezione del suo rosa.
Interessante notare che il rosa Barbie non ha un nome romantico come il Tiffany Blue. È semplicemente "Barbie Pink". Ma l'efficacia è identica: quel rosa è Barbie, punto.
Lezione per il tuo business:
Se il tuo colore è parte essenziale dell'identità del prodotto (come nel caso di Barbie),
proteggilo in tutte le categorie rilevanti. Non solo quella principale.
3. Marrone UPS – L'Eleganza del 1916
Colore: Pantone 462 (Pullman Brown)
Registrato: 1988
In uso dal: 1916
Proprietario: UPS
Chi avrebbe mai pensato che il marrone potesse diventare sinonimo di affidabilità nelle spedizioni?
UPS scelse questo colore nel 1916, chiamandolo "Pullman Brown" (dal nome dei lussuosi vagoni ferroviari Pullman). All'epoca, il marrone era considerato "l'epitome del lusso". Un'epoca in cui il marrone significava classe, eleganza, serietà.
UPS ha usato quel colore per oltre un secolo in modo così consistente che la registrazione del marchio nel 1988 fu quasi una formalità. Oggi, quando vedi un furgone marrone per strada, la prima cosa che pensi è "UPS", anche prima di vedere il logo.
Lo slogan aziendale "What can Brown do for you?" gioca proprio su questa identificazione totale tra colore e brand.
Lezione per il tuo business:
Non esistono "colori brutti" per un brand. Esiste solo
l'uso strategico e costante di un colore che diventa identitario.
4. Giallo Post-It – Il Colore del Caso
Colore: Giallo Canarino
Registrato: Anni '80
Proprietario: 3M
La storia del giallo Post-It è affascinante perché nasce da un caso fortuito.
Quando Spencer Silver e Art Fry di 3M stavano sviluppando i primi foglietti adesivi riposizionabili, avevano bisogno di carta per fare i test. Nel laboratorio c'era solo carta gialla. Così usarono quella.
Il giallo piacque, funzionava bene (alta visibilità, senza essere aggressivo), e 3M decise di mantenerlo. Quel colore casuale divenne così iconico che oggi "Post-It giallo" è quasi una ridondanza.
3M ha registrato quel giallo specifico, e nessun competitor può produrre foglietti adesivi di quel preciso colore canarino senza rischiare un'azione legale.
Lezione per il tuo business:
A volte i migliori asset nascono per caso. Ma una volta trovati,
vanno protetti e difesi con la stessa determinazione di quelli scelti strategicamente.
5. Rosso Ferrari – Il Mito su Quattro Ruote
Colore: Rosso Corsa
In uso dal: 1920s
Proprietario: Ferrari
Il Rosso Corsa Ferrari è uno dei colori più protetti e iconici del settore automotive.
Storicamente, il rosso era il colore assegnato alle scuderie italiane nelle competizioni internazionali (mentre le tedesche avevano il bianco, le francesi il blu, le britanniche il verde). Ferrari abbracciò questo colore e lo rese suo.
Oggi, quando pensi a una Ferrari, la vedi rossa. Certo, Ferrari produce auto in altri colori, ma il Rosso Corsa è Ferrari. È parte del mito, della leggenda, dell'immaginario collettivo.
Ferrari difende ferocemente questo colore in ambito automotive, specialmente nel segmento supercar.
Lezione per il tuo business:
In alcuni settori, soprattutto quelli legati al prestigio e al lusso,
il colore diventa parte della narrativa del brand. Non è solo estetica, è storytelling.
6. Viola Cadbury – La Battaglia Infinita
Colore: Pantone 2685c
Registrato: 2008 (poi contestato)
Proprietario: Cadbury (Mondelēz International)
Il caso Cadbury è interessante perché mostra quanto sia complessa e contesa la registrazione di un marchio di colore.
Cadbury usa il suo viola dal 1914, quando lo scelse in onore della Regina Vittoria (era il suo colore preferito). Nel 2008 riuscì a registrarlo come marchio in UK.
Ma Nestlé si oppose, sostenendo che quel viola non fosse sufficientemente distintivo nel settore del cioccolato. Seguì una battaglia legale che durò anni, con sentenze contrastanti.
Il caso Cadbury insegna una lezione importante: anche con un uso centenario, la registrazione di un marchio di colore può essere contestata. La distintività va continuamente dimostrata e difesa.
Lezione per il tuo business:
Registrare è il primo passo.
Difendere il marchio è il lavoro vero. Servono risorse e determinazione.
7. Arancione Hermès – Il Lusso della Semplicità
Colore: Arancione Hermès
In uso dal: 1942
Proprietario: Hermès
L'arancione Hermès è uno dei colori più riconoscibili nel mondo del lusso. Quella scatola arancione con il nastro marron è diventata iconica quanto i prodotti che contiene.
Interessante notare che anche questa scelta fu dettata da necessità pratiche: durante la Seconda Guerra Mondiale, la carta arancione era l'unica disponibile. Hermès la adottò per necessità, poi la trasformò in icona.
Oggi, ricevere una "scatola arancione" è un'esperienza in sé. Il colore comunica esclusività, lusso accessibile solo a pochi.
Lezione per il tuo business:
Un colore diventa potente quando
l'esperienza del prodotto coincide con l'esperienza del colore. Il packaging è parte del prodotto.
8. Blu (anzi, Verde) Turchese Tiffany – Più Complesso di Quanto Sembri
Colore: Definito come "robin's egg blue"
Problema: È davvero blu o è verde-turchese?
Tecnicamente, il Tiffany Blue non è blu. Nel sistema RGB è: R=10, G=187, B=181. Molto più vicino al verde-turchese che al blu.
Ma Tiffany lo chiama "blu", tutti lo percepiscono come "blu Tiffany", e questa percezione è ciò che conta nel mondo dei marchi. La registrazione protegge quella specifica tonalità, indipendentemente da come la classifichiamo noi.
Lezione per il tuo business:
Ciò che conta non è la classificazione tecnica del colore, ma
come i consumatori lo percepiscono e lo associano al tuo brand.
9. Giallo Caterpillar – Il Colosso Giallo
Colore: Caterpillar Yellow
Registrato: Protetto globalmente
Proprietario: Caterpillar Inc.
Se lavori nel settore delle costruzioni o dell'industria pesante, sai che quando vedi un macchinario giallo, probabilmente è Caterpillar.
Quel giallo specifico è registrato e protetto in tutto il mondo. Caterpillar lo usa in modo così sistematico su tutti i suoi prodotti che è diventato sinonimo di qualità e affidabilità nel settore.
Lezione per il tuo business:
Anche in settori B2B industriali,
un colore distintivo ha enorme valore. Non è solo una questione di consumer brand.
10. Verde John Deere – Il Gigante Verde dei Campi
Colore: John Deere Green (con giallo)
Registrato: Combinazione verde+giallo protetta
Proprietario: Deere & Company
John Deere ha registrato la sua combinazione di verde e giallo, rendendo immediatamente riconoscibili i suoi trattori e macchinari agricoli in tutto il mondo.
Interessante notare che ha registrato la combinazione, non i singoli colori. Questo rende la protezione più forte: è più facile dimostrare distintività per una combo specifica che per un colore singolo.
Lezione per il tuo business:
Se il tuo brand usa una
combinazione di colori distintiva, considera di registrare quella invece del singolo colore. Può essere una strategia più efficace.
E il Tuo Colore? Potrebbe Essere il Prossimo?
Leggendo questi casi, forse ti sei chiesto: "Il mio colore aziendale potrebbe essere registrato?"
La risposta è: dipende.
I 3 Requisiti Fondamentali
1. Distintività Acquisita
Il tuo colore deve essere diventato, nella mente dei consumatori,
sinonimo del tuo brand. Non basta che tu lo usi: deve esserci prova che il pubblico lo riconosce come "tuo".
2. Uso Continuativo
Generalmente servono
almeno 5 anni di uso consistente e documentato. Cataloghi, pubblicità, packaging, foto: tutto conta come prova.
3. Non Funzionalità
Il colore non deve avere una
funzione tecnica. Se usi il rosso per i freni perché migliora la frenata, non puoi registrarlo. Deve essere puramente identificativo.
Settori Dove ha Più Senso
- Fashion & Luxury: Il colore è identità
- Packaging & Food: La riconoscibilità sullo scaffale vale oro
- Design & Arredamento: I designer costruiscono imperi sui colori
- Automotive (premium segment): Colori iconici differenziano i brand
- Cosmetica: Il packaging è parte del prodotto
Come Iniziare?
Se pensi che il tuo colore possa qualificarsi come marchio, ecco i primi passi:
1. Verifica la Distintività
Fai un test: il tuo pubblico riconosce quel colore come "tuo" senza vedere il logo?
2. Raccogli Documentazione
Inizia subito a catalogare ogni uso del colore:
- Cataloghi storici
- Campagne pubblicitarie
- Fatturato e investimenti marketing
- Foto di prodotti e packaging
- Ricerche di mercato (se disponibili)
3. Codifica con Precisione
Identifica il codice Pantone esatto (o coordinate RGB/CMYK/RAL). La precisione è fondamentale.
4. Consulta Esperti
La registrazione di un marchio di colore è complessa. Richiede competenze legali specializzate e conoscenza approfondita della giurisprudenza.
5. Valuta Costi/Benefici
Una registrazione di marchio di colore costa più di un marchio standard, per via della complessità del dossier. Ma se il tuo business lo giustifica, è un investimento che protegge un asset dal valore potenziale enorme.
Il Colore Non È Solo Estetica
Tiffany, Barbie, Ferrari, UPS: brand diversissimi, con un unico elemento comune. Hanno capito che il colore non è solo questione di design. È un asset strategico.
In un mondo dove l'attenzione dei consumatori dura pochi secondi, il colore è il primo elemento di riconoscimento. Prima del logo. Prima del nome. Prima di qualsiasi claim.
Il tuo colore aziendale potrebbe valere molto più di quanto pensi.
La domanda è:
lo stai proteggendo?
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Fonti e Riferimenti
Articolo originale:
- Il Post: "10 colori che non tutti possono usare" (29 maggio 2017)
Normativa italiana ed europea:
- Codice della Proprietà Industriale - D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (art. 7, art. 13)
- Direttiva UE 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa
- Regolamento UE 2017/1001 sul marchio dell'Unione europea
Fonti istituzionali:
- EUIPO - European Union Intellectual Property Office
- UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
- USPTO - United States Patent and Trademark Office
Giurisprudenza rilevante:
- Corte di Giustizia UE, sentenza Libertel (C-104/01)
- Corte di Giustizia UE, sentenza Heidelberger Bauchemie (C-49/02)
Fonti aziendali:
- Tiffany & Co. Press Office
- Caterpillar Inc. Legal Notices
- 3M Post-It Brand History












